Posted by admin | Posted in Acquisti | Posted on 27-01-2012
Da quando l’Unione Europea ha messo al bando i tradizionali sacchetti della spesa in plastica a favore delle shopping bag, in Italia è un continuo proliferare di aziende che producono i cosiddetti “biosacchetti”, buste che in realtà presentano degli additivi che rendono il sacchetto biodegradabile in un tempo considerato però troppo alto (5 anni) per essere etichettato davvero come biodegradabile. Una truffa bella e buona ai danni anche dei consumatori: i più colpiti sono i cittadini campani e di Napoli, che spesso si ritrovano ad utilizzare la versione poco biodegradabile dei sacchetti di produzione cinese. Riconoscerli dagli originali a volte non è semplice, a causa anche della perfetta riproduzione del marchio di conformità. Così come le originali, poi, anche quelle “tarocche” presentano lo stesso odore sgradevole e la stessa fragile tenuta del materiale ai pesi, che spesso lascia i consumatori con la spesa per terra. Come evitare allora questi inconvenienti? L’ideale sarebbe optare proprio per le shopping bag in tessuto, oppure in plastica riciclata ma rifinite nelle cuciture: capienti ed economiche, possono essere riutilizzate all’infinito, e sono davvero ecologiche. Il mercato ne offre di diversi tipi, differenziabili per forma, dimensione, materiali di composizione e colore. La chiave della vera rivoluzione ambientale sta proprio in queste borse
