Lo stress, si sa, non ha effetti positivi su salute e benessere, ma chi si aspettava che potesse addirittura rimpicciolire il cervello? E’ quanto sostiene B. Karasu, docente di psichiatria all’Albert Einstein College of Medicine di New York: gli elevati livelli di corticosteroidi, che vengono liberati in situazioni stressanti, svolgono un’azione tossica sui tessuti cerebrali, qualora si mantengano tali per un lungo periodo. Lo stress prolungato danneggia il tessuto cerebrale ed accresce il rischio di sviluppare demenza. L’area più sensibile all’azione dei corticosteroidi è quella dell’ippocampo, la quale è deputata alla formazione dei ricordi. L’ansia sembra essere in grado di ridurre le dimensioni di questa zona del cervello, come rilevato dallo studio di pazienti affetti da sindrome post traumatica da stress, dopo il crollo delle Torri Gemelle. Tale riduzione è paragonabile ai malati affetti da demenza ed è stata registrata anche nei veterani di guerra. Secondo i ricercatori le forme di stress che possono causare un danno cerebrale di tale importanza sono quelle legate ad eventi traumatici o tragici, situazioni matrimoniali difficili o disoccupazione. Purtroppo il campione finora esaminato risulta insufficiente per trarre delle conclusioni certe, ma è evidente come lo stress sia in grado di colpire e danneggiare il tessuto cerebrale.
