Calvizie: riacquistare una bella capigliatura grazie all’autotrapianto di capelli

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Posted by admin | Posted in Adult | Posted on 13-08-2011

Tra le pratiche di  chirurgia estetica che sono a panaggio degli uomini il trapianto di capelli può essere ritenuto il più conosciuto: la calvizie preoccupa un numero sempre maggiore di popolazione maschile, e di donne anche, visto che viene provocata soprattutto da  fattori genetici e fattori esterni, quali stress e una scorretta alimentazione, che causano questa situazione.

Si conosce il trapianto di capelli a partire dal XX secolo, ma è soltanto negli ultimi dieci anni che la tecnica è di gran lunga migliorata, donando delle chance ai pazienti di riottenere una buona massa di capelli e dall’aspetto naturale, evitando il poco estetico “effetto bambola”; l’autotrapianto si propone di coprire le aree calve e diradate con risultati eguali, prendendo i capelli dalla nuca, zona meno influenzata dal testosterone. Il trapianto di capelli è diviso nel momento del prelievo, nella creazione di innesti minuscoli nel follicolo, nella fase di incisione con successiva implementazione delle unità follicolari. Il post-operatorio è molto delicato, in prima istanza per l’area dove è stato praticato l’impianto, la quale deve essere lasciata tranquilla al fine di aiutare l’attecchimento degli innesti; per evitare spiacevoli conseguenze, è opportuno mettere in pratica le indicazioni dello staff medico.

Vi è l’eliminazione dei punti che ha luogo dopo circa 10-14 giorni dalla pratica. Va ricordato che il successo di un trapianto di capelli non è dipendente soltanto da quanti capelli sono stati trapiantati, ma peculiare è la loro distribuzione, per avere un risultato visivo ottimale. La posizione dei capelli trapiantati, se avvenuto con successo, fa sì che si ottenga una soluzione ottimale, senza tracce.

Giarrettiere e reggicalze nell’intimo femminile

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Posted by admin | Posted in Adult | Posted on 10-08-2011

Le giarrettiere hanno un’origine antica: nascono nell’anno mille come reggicalze da uomo, ma qualche secolo più tardi diventano accessori femminili, ricoprendo un significato sensuale e trasgressivo tramandato nel tempo, fino a giungere ai giorni nostri.
La giarrettiera è un nastro di fascia elastica, di tessuto o di pizzo, ricamato, che si colloca all’altezza della coscia, in modo che le calze non scendano.
In genere la sposa, sotto l’abito, ne indossa una, per tradizione.
Il reggicalze fa la sua comparsa nell’intimo femminile per la prima volta nei primi anni del 1900 in sostituzione dei bustini, scomodi, stretti e troppo grossi.
Dopo anni di assenza dalla moda, ricompaiono negli anni ’70 con lo scopo prettamente di seduzione.
Il reggicalze è formato da una fascia di pizzo o tessuto elastico, che si allaccia sui fianchi e da quattro nastri che hanno alle terminazioni dei ganci su cui vengono agganciate le calze.
Ci sono i modelli a fascia, più alti sui fianchi e contenitivi, e quelli a cintura, formati da una serie di triangoli di pizzo.
Negli ultimi anni, con l’avvento delle autoreggenti e dei collant, i reggicalze e le giarrettiere vengono utilizzate di meno. Eppure restano sempre tra gli accessori femminili più utilizzati nel campo della seduzione, insieme alla guepiere.